La vittoria dei contadini sulla multinazionale
Confermata la condanna alla Chevron Corps a pagare più di 9 miliardi di dollari per danni ambientali provocati in Ecuador

Lo scorso 4 aprile, in prima serata su TV2000, abbiamo presentato il programma Madre Terra raccontando come, negli ultimi anni, l'acquisto di terreni coltivabili sia diventato importante per molte multinazionali.
Doni preziosi indispensabili, come l'acqua e la terra, sono diventati motivo di interessi economici. La terra può essere sfruttata fino alla fine per poi trovare un'altra e un'altra ancora, in linea con la filosofia dell'usa e getta tipica dei nostri anni.
Non è così, invece, per chi di un fazzoletto di terra vive, lo cura con amore, lo protegge e si sente legato ad esso. Ma queste sono piccole realtà che avvengono in Paesi lontani e raramente arrivano a casa nostra.
Alcune multinazionali per anni hanno fatto quello che hanno voluto ma la determinazione e la perseveranza di persone che credono di poter cambiare il mondo alla fine ha dato buoni frutti.
Dopo 25 anni di proteste e battaglie legali finalmente 30.000 contadini ecuadoriani hanno vinto contro il gigante petrolifero Chevron Corps (ex Texaco) che tra il 1964 e il 1990 aveva procurato un danno ambientale senza precedenti: quasi 500 mila ettari di Foresta Amazzonica contaminata da liquami e agenti tossici.
Ora è arrivata la notizia che la compagnia petrolifera dovrà pagare più di 9 miliardi di dollari. La cosa più importante è che si dovrà iniziare la bonifica per riportare l'area al suo valore originale.
Una speranza che arriva da lontano ma che dev'essere da stimolo per farci capire che le cose si devono e si possono cambiare, anche se si devono aspettare 25 anni o più. Se non per noi, per il futuro.
Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana