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Iniziamo a liberarci dalla plastica invisibile

Le microplastiche ci avvelenano ogni giorno attraverso acqua e cibo. Ma forse qualcosa sta cambiando

16 gennaio 2018
| di Licia Colò
Iniziamo a liberarci dalla plastica invisibile

In questi ultimi mesi si è molto parlato dell'invasione delle microplastiche nella nostra vita. Non dell'orribile plastica che vediamo abbandonata ovunque, ma di quelle sostanze, non meno pericolose, che non si vedono a occhio nudo ma che entrano in tutti gli ecosistemi e ci avvelenano la vita perché si trovano nell'acqua e anche nel cibo che mangiamo. Sono poi difficili da fermare e da individuare a causa delle dimensioni infinitamente piccole.

 

Queste microplastiche sono utilizzate in tantissimi prodotti e fra questi ci sono anche i cosmetici che usiamo nella nostra quotidianità. Ci laviamo, utilizziamo creme, shampoo e sostanze che puntualmente finiscono nei nostri fiumi e nei nostri mari.

 

“Fai da filtro”, questo è il titolo della campagna lanciata da molte associazioni ambientaliste tra cui Legambiente, Greenpeace e Lav. Ma il filtro in realtà non esiste. L'unico filtro possibile è rappresentato dal fatto che si smettano di utilizzare sostanze che fanno male all'ambiente e a ognuno di noi.

 

La bella notizia dei giorni scorsi è che finalmente, dopo lunghe battaglie, è passata la legge che vieta, dal 2019, la produzione e commercializzazione dei cotton fioc non biodegradabili e l'uso di microplastiche nei cosmetici. Un passo avanti, magari piccolo, ma pur sempre importante per tutelare la nostra casa comune e tutti gli organismi che la abitano.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

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