Perché non riusciamo a imparare dal passato?

Il 21 agosto ero a Ischia. Stavo camminando per strada quando improvvisamente l'isola si è ritrovata nel buio più totale. Le prime grida dai palazzi: il terremoto.
Io ero con mio marito nel comune di Ischia, uno dei sei dell'isola, e non ci siamo accorti di niente. Dopo pochi minuti la luce è tornata. I negozi erano aperti, la gente parlottava per la strada e nei ristoranti si continuava a mangiare. “Terremoto a Ischia ma nessun danno” dicevano le prime news dal web. Poi gli aggiornamenti ci hanno riportato una realtà molto diversa. Mentre scrivo i morti sono due e numerosi i feriti. Sui giornali è il momento delle polemiche. Colpa dell'abusivismo, degli interessi economici, delle non scelte dei politici.
Dovremmo saperlo, l'Italia è in gran parte zona sismica e Ischia è anche un'isola vulcanica preziosa per le sue terme. A causa del terremoto del 1883 a Casamicciola e in altri due comuni dell'isola ci furono più di 2000 morti. Il 20 agosto in Giappone ci sono stati due terremoti di magnitudo 4.7 ma nessuno ne ha parlato perché non ci sono stati danni.
Ancora una volta ci si domanda come si possa costruire in maniera non adatta in territori a rischio. Sembra che non si impari niente dal passato, salvo poi piangere i morti. Il terremoto ha distrutto e ucciso. Non è stato il terremoto. Nella mia vita ne ho vissuti almeno sei e anche stavolta la Terra ha tremato e io non me ne sono nemmeno accorta. La natura difficilmente uccide. Siamo noi, con la nostra ignoranza, la causa di tutto. Ma serve un capro espiatorio e anche questa volta l'abbiamo trovato.
Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana