Uomini più bravi a fare la dieta
È l'incubo di tanti, soprattutto d'estate. Ma qual è il modo giusto per farla? Abbiamo chiesto qualche consiglio alla nostra nutrizionista Serena Capurso

Vi state rilassando nelle calde spiagge o siete ancora tormentati da quei fastidiosi chiletti che proprio non riuscite a eliminare? Avere un corpo perfetto non solo per piacere agli altri ma soprattutto per stare bene con se stessi sembra essere una priorità e talvolta un'ossessione. Digiuni forzati, bibitoni e strane mode dietetiche delle star sembrano essere gli unici rimedi. Se siete convinti che per perdere peso basti eliminare pane e pasta dalla tavola o pensate che esistano diete miracolose, state percorrendo la strada sbagliata. Per fare un po’ di chiarezza abbiamo chiesto il parere alla biologa nutrizionista Serena Capurso.
Tra tutte le diete di cui leggiamo, quali sono quelle più indicate in base all'età?
In verità si parte proprio da un concetto sbagliato. Con il termine dieta si dovrebbe intendere non un 'regime dimagrante' ma uno stile di vita sano e proprio per questo non esistono 'diete magiche' o diete universali adatte a tutti. Se si parla di dieta dimagrante invece, è necessario che sia strutturata sul singolo soggetto perché ognuno ha delle caratteristiche e necessità diverse, anche in base all'età e allo stile di vita. A un bambino in fase di crescita, ad esempio, non è indicato un regime ipocalorico, poiché potrebbe non essere idoneo al suo accrescimento. Generalizzando invece, la nostra dieta mediterranea è un'alimentazione equilibrata, varia e bilanciata, adatta a tutti e a tutte le età.
Oggi mangiamo di più perché c'è più scelta di prodotti?
Sicuramente la scelta dei prodotti negli ultimi 50 anni si è moltiplicata esponenzialmente, ma a mio giudizio mangiamo di più perché al cibo vengono dati altri significati rispetto a quello di nutrimento. Un consiglio a questo proposito è quello di andare a fare la spesa con una lista, per evitare di essere tentati dalle mille offerte da cui siamo circondati. Per noi il cibo ha assunto un ruolo conviviale: le occasioni in cui si riuniscono famiglia o amici quelle in cui si mangia mediamente di più rispetto a quando si è da soli. Altre volte il cibo assume un ruolo consolatorio: quante volte al rientro da una brutta giornata di lavoro, o da una discussione con un fidanzato o un amico, ci buttiamo sul cibo? Diventa una compensazione emotiva e così si può iniziare a mangiare per rabbia, ansia, stress o anche per noia. Ecco, in questi casi, che sono frequentissimi, è fondamentale lavorare per comprendere quale è il motore che realmente ci spinge a mangiare così tanto.
Perché non tutti riescono a dimagrire?
I motivi per i quali non tutti riescono a perdere peso sono moltissimi, alcune volte - poche, pochissime - hanno un'origine clinica, per esempio problemi alla tiroide o all'assetto glico-insulinemico o ancora, secondo quanto dicono gli ultimi studi, a causa di una flora batterica intestinale alterata. La maggior parte delle volte invece, la difficoltà è psicologica o emotiva. Si ha un rapporto alterato con il cibo, molto spesso emotivo, che porta l'individuo a entrare in una sorta di circolo vizioso di un continuo aumento e perdita di peso (il cosiddetto effettoyo-yo) che porta poi a una sempre maggiore difficoltà a dimagrire. Quello che bisogna fare è quindi cambiare mentalità e capire che possiamo e dobbiamo essere parte attiva nel miglioramento del nostro rapporto con il corpo e con il cibo.
Sono di più gli uomini o le donne che riescono a portare a termine la dieta?
Devo dire che gli uomini, con il loro bel metabolismo, danno mediamente più soddisfazione a noi nutrizionisti. Le donne hanno una situazione ormonale complessa e soffrono maggiormente di ritenzione idrica o di problemi intestinali che portano a una minore velocità nella perdita del peso. Inoltre sulle loro spalle grava quasi sempre il compito della gestione della dispensa, della spesa e della preparazione dei pasti e questo, oltre che togliere tempo utile da dedicare all'attività fisica, può accentuare ulteriormente la fatica che una donna fa a seguire una dieta, rispetto ad un uomo che spesso trova già il pasto pronto sulla tavola dopo, magari, essere stato in palestra.
L'esistenza di moltissime diete è dovuta al cambiamento della nostra vita?
Tutti noi siamo bombardati da messaggi contraddittori da parte della cosiddetta 'diet industry' e il risultato è che si crea disorientamento, soprattutto nei soggetti in sovrappeso o obesi che finiscono con l'essere confusi. Il dilagare di tutte queste mode alimentari - che non sempre hanno una base scientifica - è sicuramente dato dalla maggiore attenzione del pubblico nei confronti del tema 'salute e benessere' e dalla continua ricerca della 'bacchetta magica' per perdere peso in fretta e senza fatica.
Quale alimento deve essere eliminato dalle nostre tavole?
Nessuno! Non è necessario eliminare del tutto alcun alimento. È importante avere una dieta varia ed equilibrata. È ovvio che per avere un'alimentazione bilanciata non bisogna nemmeno eccedere con qualcosa (è la dose che fa il veleno): moderazione, quindi, soprattutto con i grassi cattivi e con gli zuccheri semplici, così tanto presenti nel cosiddetto cibo spazzatura.
Quando si vuole perdere peso bisogna davvero rinunciare a fritti, grassi e pasta?
Il fritto non è da evitare, è da saper fare. Via libera, quindi, nelle giuste frequenze (ad esempio una volta la settimana) a un buon fritto casalingo fatto con un olio vegetale di buona qualità. I grassi devono sempre essere presenti nella nostra dieta, ma senza esagerare, soprattutto con quelli saturi o nascosti. La pasta è spesso presente nelle nostre tavole, da bravi italiani, e possiamo continuare a mangiarla. L'importante è che si inseriscano anche altri cereali in chicco, più ricchi ancora di nutrienti buoni. Occhio, poi, al condimento.
Per dimagrire basta stare attenti all'alimentazione?
Stare attenti all'alimentazione è fondamentale, ma non basta. È altrettanto importante, se non di più, mantenere uno stile di vita attivo. L'attività fisica deve essere sempre presente e proporzionata allo stato di salute e all'età, ma è fondamentale per il miglioramento anche di tutti i parametri clinici (peso, composizione corporea, pressione arteriosa, ecc).