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Le prossime migrazioni? Per la carenza d'acqua

03 novembre 2017
| di Licia Colò
Le prossime migrazioni? Per la carenza d'acqua

Ormai quasi tutti sono d'accordo sugli effetti disastrosi che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla nostra casa comune e non passa giorno che non si ribadisca un necessario cambio di rotta.

 

L'ultima protagonista dei cambiamenti climatici secondo il Giec, il Gruppo Intergovernativo degli Esperti sull'Evoluzione del Clima, è l'acqua dolce che per ogni aumento di un grado della temperatura è destinata a ridursi di un ulteriore 20 per cento per una parte della popolazione mondiale.

 

A oggi l'acqua, indispensabile alla vita, è al centro di problematiche che uniscono davvero tutto il globo. L'Oms dichiara che il 90 per cento dei disastri naturali è legato all'acqua, a partire dalle inondazioni fino alle terribili siccità. Da una parte l'aumento della popolazione mondiale porterà a una maggiore richiesta d'acqua, dall'altra entro il 2030 il numero delle persone colpite dalle inondazioni triplicherà ed è facile capire che ciò di cui si parla non si riferisce a luoghi lontani.

 

Siamo tutti collegati. La disperazione porta paura e la paura porta ad azioni spesso inconsulte. Entro il 2050, secondo l'Unhcr, oltre 250 milioni di persone migreranno proprio in seguito ai cambiamenti climatici che, per carenza d'acqua, porteranno al degrado dei terreni agricoli.

 

Sono anni che si parla del valore dell'acqua che ognuno di noi vede uscire ogni giorno copiosa dal rubinetto di casa. L'avreste mai detto che un giorno questo semplice elemento sarebbe stato al centro degli equilibri del mondo?

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

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