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Se il cambiamento climatico finisce in tribunale

Aumentano le cause legali a tutela del clima

27 luglio 2017
| di Licia Colò
Se il cambiamento climatico finisce in tribunale

Respirare aria pulita, ci è stato insegnato, è un diritto di tutti, così come dovrebbe esserlo l'accesso all'acqua potabile e all'istruzione. Oggi, però, dobbiamo aggiungere che in più di 170 Paesi del mondo è diritto dei cittadini anche quello di vivere in un ambiente pulito e sano. È difficile proteggersi dall'inquinamento che coinvolge tutto il nostro organismo e riguarda ogni aspetto della nostra vita, dall'aria che respiriamo al cibo di cui ci nutriamo, e che è uno dei fattori che possono contribuire allo sviluppo della malattia più temuta del nostro tempo: il cancro.

 

Quando si parla di diritto ecco che i primi a essere coinvolti sono gli avvocati e le cause ormai non riguardano più soltanto l'inquinamento. Un sondaggio del Sabin Center for Climate Change Law della Columbia University ha fatto emergere come nel mondo siano in corso oltre 800 cause legali su questioni climatiche, la maggior parte delle quali negli Stati Uniti.

 

Sempre di più i cittadini di tutti i continenti fanno causa a governi e imprese soprattutto per contestare leggi non abbastanza dure contro le emissioni di gas serra o perché non si fa abbastanza per introdurre energie alternative, oltre che per bloccare l'apertura di ulteriori impianti a carbone o miniere.

 

Chissà se anche in Italia presto inizieranno queste cause legali e magari, di fronte a interessi economici, inizieremo a preoccuparci di più della nostra “Casa comune”.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

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