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In Lussemburgo si parla di 'dignità animale'

È stata presentata una proposta di legge che vieterebbe di trattare gli animali come "oggetti"

20 settembre 2016
| di Licia Colò
In Lussemburgo si parla di 'dignità animale'

È da tanto tempo che parlo di diritti degli animali. Ho iniziato nel 1989 e ogni volta che utilizzavo questo termine molte persone mi guardavano con aspetto costernato: come si può parlare di diritti degli animali quando gli animali sono sempre stati considerati soltanto oggetti di cui far uso per il piacere dell'essere umano?

 

Eppure il passare degli anni mi ha dato ragione: in Lussemburgo è stata presentata una proposta di legge che parla proprio del riconoscimento della dignità animale. Nella speranza che diventi una realtà, significa che sarà vietato offrire animali come premio di gare e concorsi, uccidere i pulcini maschi perché non fanno le uova, allevare ermellini e visoni solo per poterne poi prendere la pelliccia, vendere cani e gatti nei negozi di città, maltrattare gli animali. La punizione sarà una multa fino a 200 mila euro o il carcere.

 

Qualcuno potrebbe obbiettare ancora una volta che si vogliono pari diritti per esseri umani e animali: non stiamo parlando di questo ma la strada da percorrere per lottare contro violenze inaccettabili nei confronti degli animali è ancora molto lunga e si percorre passo dopo passo.

 

È indubbio che noi siamo la specie più intelligente della Terra ma non è altrettanto indubbio che siamo i proprietari indiscussi di tutta la vita del pianeta. Al contrario, dovremmo essere gli oculati tutori di tutti quegli esseri viventi che ci donano tanto e in cambio hanno spesso solo sofferenza e dolore.

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

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