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G7 ambiente, gli Usa si sfilano sul clima

Pubblicato all'unanimità il comunicato al termine dei lavori di Bologna. Galletti: "Accordo di Parigi non negoziabile"

12 giugno 2017
| di redazione
G7 ambiente, gli Usa si sfilano sul clima

Il G7 Ambiente si è concluso oggi con l'adozione all'unanimità della dichiarazione finale, eccetto per la parte riguardante il clima e le banche multilaterali di sviluppo, dalla quale gli Stati Uniti si sono sfilati. Nel testo della comunicazione, che comprende 11 sezioni, è infatti stata inserita una clausola in cui si legge che “gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi con i partner internazionali chiave in un modo che sia coerente con le nostre priorità nazionali, preservando sia una forte economia che un ambiente salubre” e per questo gli Usa non aderiscono “a queste sezioni del comunicato su clima e  MDB (banche multilaterali di sviluppo, n.d.r.) in linea con il nostro recente annuncio di ritirarci e cessare immediatamente l'attuazione dell'Accordo di Parigi e gli impegni finanziari ad esso associati”.

 

 

 

 

 

I dubbi al riguardo erano pochi, considerata la ferma decisione del presidente Trump di uscire dagli accordi di Parigi sulla riduzione delle emissioni e della toccata e fuga al G7 di Bologna di Scott Pruitt, direttore dell'agenzia americana per l'Ambiente (Epa), che ha partecipato solo a mezza giornata di lavori, anche se per precedenti impegni con il presidente.

 

Già nelle scorse ore i commenti provenienti dal ministero dell'Ambiente italiano erano stati ottimisti perché, a parte il clima, gli Usa avevano comunque dichiarato di voler ridurre le emissioni anche se con un piano che non dovrà penalizzare la loro economia. Rimarrà da vedere in che modo questo verrà realizzato, considerato anche che l'uscita effettiva degli Usa dall'accordo di Parigi non potrà avvenire prima del 2020, quindi non prima delle prossime elezioni presidenziali: la procedura richiede infatti che debbano passare almeno tre anni dall'entrata in vigore (che è stata nel 2016) più un ulteriore anno.

 

In questi due giorni bolognesi i big mondiali hanno discusso, oltre che di cambiamenti climatici, anche di riciclo, inquinamento dei mari, finanza sostenibile e politiche ambientali, impegnandosi a lavorare “sull'integrazione della dimensione economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile allo scopo di non lasciare nessuno indietro, a beneficio delle persone, del pianeta, della prosperità, della pace”. “Stiamo lavorando – si legge ancora nel comunicato finale del G7 – al rafforzamento della dimensione ambientale nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile con politiche e azioni efficaci e integrate, promuovendo le interconnessioni con la dimensione economica e sociale, sfruttando le opportunità di sviluppo economico offerte da politiche ambientali e climatiche ben progettate e rafforzando l'interfaccia della politica scientifica”.

 

Al vertice di Bologna, guidato dal nostro ministro ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, hanno partecipato Nicolas Hulot per la Francia, Barbara Hendricks per la Germania, Therese Coffey per la Gran Bretagna, Catherine McKenna per il Canada, Koichi Yamamoto per il Giappone e Scott Pruitt, sostituito poi da un funzionario dell'Epa Jane Nishida, per gli Stati Uniti. Presenti anche due Commissari europei: quello per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, e quello per l’azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete. Ai lavori erano stati invitati anche quattro i ministri dell’Ambiente di Nazioni esterne al G7:  Maldive, Ruanda, Etiopia e Cile.

 

“Poteva essere un G7 della rottura, è stato il G7 del dialogo” ha commentato il ministro Galletti al termine del summit, sottolineando come sia stato trovato un accordo “sulla finanza sostenibile, sull'economia circolare, sull'efficienza delle risorse” e come da questo G7 sia “emerso il legame profondo fra ambiente, società ed economia, per un nuovo modo di guardare al futuro. Ci siamo adoperati per costruire ponti, non per erigere dei muri”. Il ministro ha poi ribadito che sei dei sette grandi del mondo “hanno detto con forza che l'accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile e che è l'unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici. Con gli Usa – ha continuato il ministro – ci auguriamo di poter portare avanti un dialogo costruttivo, ogni posizione diversa per noi è esclusa”.

 

Rammarico per la scelta degli Usa di ritirarsi dagli accordi di Parigi e di non condividere la sezione del comunicato di Bologna riguardante il clima è stata espressa dal commissario europeo all'Ambiente, Karmenu Vella, che ha rimarcato l'importanza di questi punti, sottolineando come l'Unione europea sia decisa ad andare avanti su questa strada.

 

 

@liciaanimalie

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